Dalla sansa biologica alla carne Podolica di qualità

Quando un sottoprodotto diventa una risorsa
Uno dei risultati più significativi del progetto VAL.SAN. è stato lo sviluppo e la validazione di una filiera innovativa finalizzata al recupero e alla valorizzazione della sansa vergine di oliva attraverso il suo impiego nell'alimentazione dei bovini di razza Podolica. Il progetto ha dimostrato come un sottoprodotto agroindustriale, spesso destinato a utilizzi a basso valore aggiunto, possa essere trasformato in una risorsa strategica per la zootecnia regionale, generando benefici ambientali, produttivi ed economici.
Un modello concreto di economia circolare
VAL.SAN. ha creato un collegamento virtuoso tra due delle più importanti filiere agroalimentari calabresi: quella olivicola e quella zootecnica. La sansa prodotta dall'industria olearia, anziché essere considerata un residuo da smaltire, è stata recuperata, trasformata e reimpiegata come ingrediente funzionale per l'alimentazione animale, contribuendo alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle risorse locali.
Sansa biologica
Recupero della sansa vergine dalla filiera olivicola biologica.
Essiccazione naturale
Trattamento a temperatura ambiente in serre ventilate.
Trasformazione
Denocciolatura e pellettizzazione per l’impiego mangimistico.
Alimentazione
Impiego nei mangimi sperimentali per i bovini Podolici.


Perché è stata scelta la sansa biologica?
Un elemento distintivo del progetto è stato l'utilizzo esclusivo di sansa vergine ottenuta da olive provenienti da agricoltura biologica. Questa scelta è stata adottata per garantire la piena coerenza con il modello di allevamento del bovino Podolico, tradizionalmente basato su sistemi estensivi e semi-estensivi caratterizzati da elevati standard di benessere animale, ridotto impatto ambientale e forte legame con il territorio.
L'impiego di una materia prima biologica ha inoltre consentito di preservare e rafforzare l'identità qualitativa delle produzioni Podoliche, valorizzandone gli aspetti di naturalità, sostenibilità e tipicità e contribuendo a creare un collegamento virtuoso tra la filiera olivicola e quella zootecnica, due comparti strategici dell'agricoltura calabrese.
L’innovazione chiave: l’essiccazione naturale della sansa
Il vero elemento innovativo del progetto è stato lo sviluppo di un sistema sostenibile di essiccazione della sansa a temperatura ambiente. La sansa fresca proveniente dal frantoio è stata essiccata all'interno di serre ventilate, sfruttando la circolazione naturale dell'aria e l'energia solare, senza ricorrere a trattamenti termici intensivi che avrebbero potuto alterarne le caratteristiche funzionali. Successivamente il prodotto è stato denocciolato, pellettizzato e reso idoneo all'utilizzo mangimistico.

- stabile e facilmente conservabile
- idoneo all'impiego mangimistico
- sicuro dal punto di vista igienico-sanitario
- ricco di composti bioattivi di elevato valore nutrizionale
L'aspetto più importante è che il processo di essiccazione a temperatura ambiente ha consentito di preservare gran parte dei composti bioattivi naturalmente presenti nella sansa, in particolare polifenoli e tocoferoli, noti per le loro proprietà antiossidanti. Queste molecole si sono successivamente rivelate determinanti per il miglioramento della qualità della carne ottenuta dagli animali alimentati con i mangimi sperimentali contenenti sansa.
Le diete sperimentali
Per valutare gli effetti nutrizionali e produttivi dell'impiego della sansa sono stati formulati e confrontati quattro differenti mangimi sperimentali:
Mangime controllo
Alimentazione convenzionale senza sansa e senza semi di lino.
Mangime con 30% di sansa vergine denocciolata
Formulato per verificare il potenziale della sansa quale ingrediente alternativo derivante da un sottoprodotto agroindustriale ricco di composti bioattivi.
Mangime con 15% di semi di lino estrusi
Utilizzato per valutare gli effetti di una fonte naturale di acidi grassi omega-3 sulla qualità nutrizionale della carne.
Mangime con 20% di sansa vergine denocciolata e 10% di semi di lino estrusi
La dieta più innovativa sviluppata nell'ambito del progetto.
L'obiettivo di questa formulazione era combinare il miglioramento del profilo nutrizionale della carne derivante dall'inclusione del lino con l'azione protettiva esercitata dai polifenoli e dai tocoferoli naturalmente presenti nella sansa.
Le formulazioni dei mangimi innovativi sperimentali sono state elaborate in modo da garantire livelli nutrizionali comparabili tra le diverse tesi, consentendo di valutare in maniera specifica gli effetti derivanti dall'impiego della sansa e dei semi di lino.
Il cuore innovativo del progetto
VAL.SAN. ha dimostrato che la valorizzazione della sansa non dipende soltanto dal suo utilizzo nell'alimentazione animale, ma soprattutto dalla capacità di preservarne il patrimonio biologico attraverso processi sostenibili di trasformazione. La combinazione tra sansa biologica, essiccazione naturale e alimentazione del bovino Podolico rappresenta un modello innovativo di economia circolare capace di generare valore per l'olivicoltura, la zootecnia e l'intero territorio regionale.
L'innovazione di VAL.SAN. non consiste semplicemente nell'utilizzo della sansa nell'alimentazione animale, ma nello sviluppo di una filiera sostenibile capace di preservarne il valore biologico e trasformarlo in qualità, sostenibilità e nuove opportunità per la zootecnia calabrese.