Il progetto VALSAN CALABRIA, finanziato nell’ambito della Misura 16.2.1 del PSR Calabria 2014–2020, rappresenta in effetti una concreta esperienza di innovazione partecipata tra aziende agricole, ricerca universitaria e strutture tecnico-scientifiche. Il cuore dell’innovazione è l’integrazione nella dieta bovina podolica di prodotti agroindustriali locali, quali la sansa di oliva (residuo della molitura) e i semi di lino, combinando benefici:
Questo approccio ha fornito concrete risposte a diverse criticità tipiche del comparto zootecnico calabrese: frammentazione aziendale, scarsa innovazione di processo, marginalità territoriale, rendendo il progetto un modello pilota replicabile su scala regionale.
In questo senso il progetto pilota de quo ha rappresentato un vero e proprio esempio di “economia processuale”, cioè replicabile su più vasta scala.
Il progetto è stato realizzato attraverso la costituzione di un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) costituita tra:
– Capofila: Azienda Agricola Mosca Carmine (CCIAA Crotone: MSCCMN78D02F108F), con sede a Melissa (KR), operante nel settore zootecnico e specializzata nell’allevamento di bovini podolici. Secondo visura camerale aggiornata al 05/08/2024, l’impresa è attiva dal 2006, classificata come piccolo imprenditore agricolo, con attività prevalente nell’allevamento di bovini da carne (codice ATECO 01.42) e attività secondarie legate a coltivazioni agricole miste e trasporto animali vivi.
– Partnes operativi, di coordinamento e di supporto al progetto:
La Calabria è una regione a forte vocazione zootecnica, ma caratterizzata da una diffusa frammentazione imprenditoriale. La razza podolica, allevata prevalentemente in aree marginali, rappresenta un presidio ambientale, ma richiede interventi di modernizzazione e sostenibilità economica. Il progetto VALSAN risponde a queste criticità promuovendo un approccio di economia circolare e integrato.
Un approccio di economia circolare nell’allevamento bovino mira a ridurre gli sprechi, riutilizzare i sottoprodotti e valorizzare le risorse, creando un sistema più sostenibile e integrato. Questo include la gestione efficiente dei nutrienti, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e la minimizzazione dell’impatto ambientale.
Principi chiave dell’economia circolare nell’allevamento bovino:
Esempi concreti:
Adottando un approccio di economia circolare, l’allevamento bovino può diventare più sostenibile, riducendo l’impatto ambientale, migliorando la redditività aziendale e promuovendo la conservazione delle risorse naturali.
L’intero ciclo di coordinamento scientifico è stato curato dal Prof. Pasquale Caparra.
Il Sottoscritto ha coordinato gli aspetti amministrativi e contabili del Progetto, interagendo con il tecnico incaricato Dr. Bruno Battisti e cin il Responsabile scientifico del Progetto.
L’intero ciclo di coordinamento scientifico è stato curato dal Prof. Pasquale Caparra.
Il Sottoscritto ha coordinato gli aspetti amministrativi e contabili del Progetto, interagendo con il tecnico incaricato Dr. Bruno Battisti e cin il Responsabile scientifico del Progetto.
Il progetto ha contribuito realmente a:
I risultati scientifici sono stati evidenziati dal Prof. Pasquale Caparra nella relazione che viene allegata alla presente e ne costituisce parte integrante.
In estrema sintesi chiave, questo studio ha analizzato gli effetti dell’integrazione alimentare con sansa di olive denocciolata e con semi di lino estrusi sulle performance di crescita e sulla qualità della carne di trentasei giovani tori di razza Podolica. Gli animali sono stati assegnati in modo casuale a quattro gruppi dietetici: un gruppo di controllo (CON), un gruppo con sansa di olive (OC, 30% tal quale), un gruppo con semi di lino (EL, 15% tal quale) e un gruppo combinato sansa di olive-semi di lino (OCEL, 20% sansa di olive + 10% semi di lino tal quale). I parametri produttivi, tra cui peso vivo finale, ingestione di sostanza secca, indice di conversione alimentare, accrescimento medio giornaliero, peso della carcassa e rendimento alla macellazione, non sono stati influenzati dai trattamenti dietetici (p > 0,05). Al contrario, la carne degli animali alimentati con sansa di olive, sia da sola che in combinazione, ha mostrato una stabilità ossidativa e parametri colorimetrici significativamente migliori, come indicato da valori di TBARS inferiori e da un colore più intenso (p < 0,001). Questi risultati suggeriscono che l’inclusione di sansa di olive e semi di lino nelle diete di finissaggio dei bovini Podolici può migliorare le caratteristiche qualitative della carne senza compromettere le performance degli animali. Inoltre, la valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria olearia attraverso l’alimentazione animale supporta gli obiettivi di sostenibilità e i principi dell’economia circolare, in particolare nei sistemi produttivi mediterranei.
È stata condotta una prova sperimentale per valutare le performance produttive e la qualità della carne, su trentasei giovani tori di razza Podolica, di proprietà della Capofila, suddivisi in quattro gruppi: gruppo di controllo (CON), gruppo OC (con sansa di olive denocciolata al 30% tal quale), gruppo EL (con semi di lino estrusi al 15% tal quale) e gruppo OCEL (con sansa di olive denocciolata al 20% e semi di lino estrusi al 10% tal quale). I risultati mostrano che l’integrazione con sansa di olive non ha influenzato né le prestazioni in vita né le misurazioni post-mortem (peso vivo finale, ingestione di sostanza secca, indice di conversione alimentare, accrescimento medio giornaliero, peso della carcassa, rendimento alla macellazione e pH) (p > 0,05); al contrario, i valori di TBARS e i parametri colorimetrici della carne sono risultati significativamente migliorati (p < 0,001), in particolare nelle diete supplementate con sansa di olive. In conclusione, l’inclusione di sansa di olive e semi di lino nella dieta di bovini da ingrasso può rappresentare una strategia efficace per valorizzare un sottoprodotto dell’industria olearia e migliorare in modo naturale il valore nutrizionale della carne e dei prodotti carnei nelle regioni mediterranee. Ciò contribuirebbe alla riduzione dell’impatto ambientale e alla valorizzazione di una risorsa alimentare locale in linea con i principi dell’economia circolare.
VALSAN CALABRIA rappresenta un modello virtuoso di cooperazione multi-attore. Il progetto ha permesso non solo lo sviluppo di innovazioni tecniche, ma anche la creazione di valore condiviso sul territorio, in coerenza con gli obiettivi del PSR Calabria.
Il progetto VALSAN CALABRIA ha saputo coniugare tradizione e innovazione, rispondendo a bisogni profondi del territorio: sostenibilità, redditività, cooperazione. La valorizzazione degli allevamenti podolici, attraverso nuove economie alimentari e commerciali, può divenire il cuore di una sana strategia di sviluppo integrato per le aree interne calabresi. È ora necessaria una regia politica e istituzionale che sappia capitalizzare quanto costruito e diffonderlo come modello sistemico per l’agricoltura del Mezzogiorno.
Il progetto VALSAN rappresenta un laboratorio reale di sviluppo rurale, che può essere:
Raccomandazioni: