I RISULTATI · VAL.SAN.

I risultati del progetto

Dalla sperimentazione ai benefici concreti per la filiera agro-zootecnica

Le attività sperimentali realizzate nell'ambito del progetto VAL.SAN. hanno consentito di verificare in condizioni operative reali l'efficacia dell'impiego della sansa vergine biologica denocciolata nell'alimentazione dei bovini di razza Podolica. I risultati ottenuti hanno confermato la piena fattibilità tecnica della soluzione proposta e ne hanno evidenziato le potenziali ricadute in termini di qualità delle produzioni, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle risorse locali.

Bovino Podolico in primo piano presso la mangiatoia
Bovino Podolico: la razza al centro delle attività sperimentali. Immagine dalla presentazione del progetto.

36

Vitelloni Podolici

4

Strategie alimentari

150

Giorni di sperimentazione

69

Composti volatili identificati

Il periodo complessivo è stato di 170 giorni: 20 di adattamento e 150 di sperimentazione.
EFFICIENZA PRODUTTIVA

Performance produttive senza differenze significative

Nelle condizioni della prova, l’inclusione della sansa nei mangimi non ha determinato differenze statisticamente significative nei principali parametri produttivi rispetto al controllo.

  • peso finale degli animali
  • incremento medio giornaliero
  • ingestione alimentare
  • indice di conversione alimentare
  • peso della carcassa
  • resa alla macellazione

Questi risultati confermano che la sansa vergine biologica denocciolata può rappresentare una valida alternativa alimentare senza compromettere l'efficienza produttiva degli allevamenti Podolici.

Fonte: articolo pubblicato su Animals, tabella 3.
QUALITÀ DURANTE LA CONSERVAZIONE

Una carne più stabile e di maggiore qualità

Le carni dei gruppi alimentati con sansa, da sola o associata al lino, hanno mostrato una minore ossidazione dei lipidi durante la conservazione refrigerata rispetto al controllo e al gruppo con solo lino.

Stabilità ossidativa

Valori inferiori dell’indicatore TBARS nei gruppi con sansa durante i 10 giorni di conservazione a 4 °C: un risultato coerente con l’azione protettiva dei composti antiossidanti.

Mantenimento del colore

Le misure strumentali hanno evidenziato un migliore mantenimento dei parametri di colore nei trattamenti sperimentali, con effetti legati alla dieta e al tempo di conservazione.

Polifenoli e tocoferoli naturalmente presenti nella sansa contribuiscono a limitare i processi ossidativi. I risultati sostengono l’interesse di questo ingrediente per preservare la qualità della carne durante la refrigerazione.

Fonte: articolo pubblicato su Animals, figura 1 e tabella 4.

Più omega-3 e un migliore profilo nutrizionale

La Relazione Tecnica dell’Investimento Realizzato riporta un miglioramento del profilo lipidico delle carni nei gruppi alimentati con semi di lino estrusi, con risultati favorevoli per l’associazione con sansa vergine denocciolata.

  • Aumento degli acidi grassi insaturi
  • Incremento degli acidi grassi omega-3
  • Maggiore concentrazione di Acido Linoleico Coniugato (CLA)

Sansa e lino: benefici complementari

L’associazione mira a coniugare l’apporto di acidi grassi del lino con l’azione protettiva dei composti antiossidanti della sansa. Nel confronto con il solo lino, la presenza della sansa ha migliorato la stabilità ossidativa della carne.

I risultati evidenziano il potenziale della combinazione per valorizzare le produzioni bovine di qualità. I benefici variano in funzione del parametro considerato: anche il trattamento con sola sansa ha mostrato risultati favorevoli sulla stabilità ossidativa.

Fonte: Relazione Tecnica dell’Investimento Realizzato, sezione sui risultati conseguiti.
DAL PROFILO AROMATICO ALLA TRACCIABILITÀ

Nuove conoscenze sul profilo aromatico della carne

Le analisi svolte in collaborazione con il CREA hanno identificato 69 composti organici volatili (VOC) nella carne cotta. Il regime alimentare ha influenzato il profilo dei composti, permettendo di distinguere i campioni ottenuti con differenti strategie nutrizionali.

Nei campioni del gruppo alimentato con sansa è stata osservata una minore presenza di aldeidi totali, composti associati anche ai processi di ossidazione dei lipidi. Questo dato contribuisce a caratterizzare il profilo aromatico delle produzioni.

Strumenti innovativi per distinguere le produzioni

Le tecnologie utilizzate

  • Naso elettronico (Smart Nose)
  • Analisi dei composti organici volatili
  • Modelli chemometrici multivariati
  • Sistemi statistici di classificazione e discriminazione dei campioni

Le prospettive applicative

  • Tracciabilità delle produzioni
  • Supporto alla certificazione della qualità
  • Tutela del consumatore
  • Valorizzazione commerciale delle carni Podoliche

La capacità di distinguere i campioni in funzione dell’alimentazione apre prospettive per l’autenticazione delle produzioni. Si tratta di applicazioni da sviluppare a partire dai risultati sperimentali.

Fonte: Relazione Scientifica Finale e relazione delle attività di ricerca CREA.

Benefici ambientali e valore per il territorio

Il progetto ha dimostrato la possibilità di recuperare e valorizzare un sottoprodotto dell’industria olearia all’interno della filiera agroalimentare. Il suo impiego nell’alimentazione animale rappresenta un esempio concreto di economia circolare e può contribuire a:

  • Ridurre gli sprechi e l’impatto legato alla gestione dei sottoprodotti
  • Valorizzare le risorse locali
  • Rafforzare il collegamento tra filiera olivicola e filiera zootecnica
  • Sostenere le produzioni agricole mediterranee

Documentazione e approfondimenti

Consulta la pubblicazione scientifica e le relazioni già disponibili sul sito.

IL MESSAGGIO CHIAVE
VAL.SAN. ha dimostrato che qualità delle produzioni, sostenibilità ambientale ed economia circolare possono procedere insieme. La valorizzazione della sansa biologica rappresenta oggi una concreta opportunità per migliorare la competitività della filiera zootecnica e creare nuovo valore per il territorio calabrese.