Ricerca, innovazione ed economia circolare
Prof. Pasquale Caparra
Professore di Nutrizione e Alimentazione Animale
Dipartimento di Agraria
Università Mediterranea di Reggio Calabria
Sono particolarmente soddisfatto dei risultati conseguiti dal progetto VAL.SAN. – Valorizzazione della sansa attraverso il suo uso a fini mangimistici. L'iniziativa ha dimostrato come una delle principali criticità della filiera olivicolo-olearia possa essere trasformata in una concreta opportunità di sviluppo per il comparto agro-zootecnico regionale, generando benefici ambientali, produttivi ed economici. I risultati ottenuti confermano come la ricerca applicata, sostenuta dalla collaborazione tra imprese e mondo scientifico, sia in grado di sviluppare soluzioni capaci di migliorare contemporaneamente la sostenibilità ambientale, la qualità delle produzioni e la competitività delle aziende.
Finanziato nell'ambito del PSR Calabria 2014/2020 – Misura 16, Intervento 16.02.01, VAL.SAN. rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra aziende agricole, imprese di trasformazione, organismi tecnici ed enti di ricerca possa produrre risultati di immediata applicabilità per il territorio. L'intero progetto è stato sviluppato secondo una logica di filiera, nella quale la valorizzazione delle risorse locali e l'integrazione tra comparti produttivi diversi hanno costituito il vero motore dell'innovazione.
Uno degli elementi distintivi del progetto è stato l'utilizzo esclusivo di sansa vergine ottenuta da olive provenienti da agricoltura biologica. Tale scelta è nata dalla volontà di garantire la piena coerenza tra il sistema di produzione olivicolo e quello di allevamento del bovino Podolico, razza allevata prevalentemente in sistemi estensivi fortemente legati al territorio e caratterizzati da elevati standard di benessere animale. L'impiego di una materia prima biologica ha inoltre contribuito a rafforzare l'identità qualitativa delle produzioni ottenute, valorizzandone gli aspetti di naturalità, sostenibilità e tipicità e favorendo l'integrazione tra la filiera olivicola e quella zootecnica, due comparti strategici dell'agricoltura calabrese.
Tra le innovazioni più rilevanti sviluppate nell'ambito del progetto figura la messa a punto di un sistema di essiccazione naturale della sansa a temperatura ambiente in serre ventilate. I risultati ottenuti hanno infatti dimostrato che il successo della sperimentazione non dipende esclusivamente dall'impiego della sansa come ingrediente mangimistico, ma soprattutto dalla capacità di preservarne il valore biologico e nutrizionale. Per questo motivo si è scelto di evitare processi industriali ad alta temperatura che avrebbero potuto alterare o degradare parte dei composti bioattivi presenti nel sottoprodotto. La metodologia sviluppata ha consentito di conservare elevate concentrazioni di polifenoli, tocoferoli e altre sostanze ad attività antiossidante, successivamente trasferite, attraverso l'alimentazione, alle produzioni zootecniche.
La preservazione di questo patrimonio bioattivo si è rivelata determinante per il successo della sperimentazione. I polifenoli e i tocoferoli naturalmente presenti nella sansa hanno infatti contribuito a migliorare la stabilità ossidativa della carne, limitando i processi di degradazione dei lipidi e rallentando i fenomeni di deterioramento durante la conservazione. Questo risultato rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse emersi dal progetto, poiché dimostra come un'adeguata valorizzazione dei sottoprodotti agroindustriali possa tradursi in un concreto miglioramento della qualità delle produzioni animali, generando al contempo benefici ambientali, economici e produttivi lungo l'intera filiera agroalimentare.
Le attività sperimentali hanno confermato la piena fattibilità tecnica dell'impiego della sansa vergine biologica denocciolata nell'alimentazione dei bovini Podolici. Le prove condotte in allevamento hanno evidenziato che l'inclusione della sansa nelle razioni alimentari non ha determinato effetti negativi sulle performance produttive degli animali. Parametri quali accrescimento, indice di conversione alimentare e resa alla macellazione sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto ai sistemi alimentari convenzionali.
I benefici più significativi sono stati osservati sulla qualità delle produzioni. Le carni ottenute dagli animali alimentati con mangimi contenenti sansa hanno mostrato caratteristiche qualitative particolarmente interessanti, confermando il potenziale della sua inclusione nella dieta dei bovini Podolici. Ancora più rilevanti sono risultati i dati ottenuti dall'associazione tra sansa vergine denocciolata e semi di lino estrusi, che ha permesso di ottenere carni caratterizzate da un profilo lipidico più favorevole, grazie all'aumento del contenuto di acido oleico, acidi grassi omega-3 e Acido Linoleico Coniugato (CLA), composti ampiamente riconosciuti per il loro interesse nutrizionale. Di particolare rilievo è il fatto che tale arricchimento della componente insatura sia stato ottenuto senza compromettere la stabilità ossidativa della carne, confermando l'interesse dell'impiego combinato della sansa e dei semi di lino come strategia nutrizionale per migliorare il valore qualitativo e nutrizionale delle produzioni.
Il progetto ha inoltre consentito di sviluppare nuove conoscenze sull'influenza dell'alimentazione animale sulle caratteristiche aromatiche della carne. Attraverso l'impiego di tecnologie avanzate di analisi è stato possibile identificare specifici composti volatili responsabili delle caratteristiche aromatiche della carne e distinguere le produzioni in funzione dei diversi regimi alimentari adottati. Questi risultati aprono interessanti prospettive per la valorizzazione commerciale delle produzioni di qualità, la tracciabilità e l'autenticazione degli alimenti destinati al consumatore.
Oltre agli aspetti produttivi e qualitativi, VAL.SAN. ha dimostrato come l'economia circolare possa diventare una concreta opportunità di sviluppo per il territorio. Il recupero della sansa biologica e il suo riutilizzo nell'alimentazione animale rappresentano infatti un esempio virtuoso di integrazione tra filiere produttive, capace di ridurre gli sprechi, valorizzare le risorse locali e generare benefici ambientali, economici e sociali.
Ritengo che il principale valore aggiunto del progetto risieda nell'elevata trasferibilità delle soluzioni sviluppate. Le metodologie individuate sono tecnicamente semplici, economicamente sostenibili e facilmente replicabili in numerose realtà produttive del Mezzogiorno e dell'intero bacino mediterraneo. In questo senso, VAL.SAN. costituisce un esempio concreto di come la ricerca applicata possa contribuire al miglioramento della competitività delle imprese agricole, favorendo allo stesso tempo la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità.
I risultati conseguiti confermano che investire in ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico rappresenta una scelta strategica per il futuro dell'agricoltura e della zootecnia calabrese. VAL.SAN. ha dimostrato che un sottoprodotto dell'industria olearia può essere trasformato in una risorsa capace di generare valore economico, ambientale e sociale. Questa esperienza conferma che la collaborazione tra ricerca, imprese e istituzioni può contribuire concretamente alla costruzione di modelli agroalimentari sempre più sostenibili, competitivi e pienamente coerenti con i principi dell'economia circolare.
VAL.SAN. ha dimostrato che innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle risorse locali possono procedere insieme, creando nuove opportunità per gli allevatori, per le imprese agricole e per l'intero territorio calabrese.
Responsabile Scientifico del Progetto VAL.SAN.
Dipartimento di Agraria
Università Mediterranea di Reggio Calabria
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto